5 scuse comuni per ignorare punti di vista alternativi

Cosa ti impedisce di prendere in considerazione un punto di vista diverso?

Hai mai posto a qualcuno questa domanda? A me è capitato.

Nei miei incontri ho trovato persone che, con grande forza, affermavano che l’unico modo possibile di vedere le cose fosse il proprio.

Vuoi sapere cosa hanno risposto a quella domanda?

Riassumerei le loro risposte in una manciata:

  1. “Non vedo perché dovrei considerare un punto di vista diverso, quando so già che il mio è il migliore.”
  1. “Nulla mi impedisce di farlo, ma non vedo l’utilità nel prendere in considerazione opinioni che sono distanti dalle mie.”
  1. “Penso che il mio punto di vista sia già molto ben pensato e fondato, quindi non c’è bisogno di considerare alternative.”
  1. “Mi sembra una perdita di tempo. Andiamo oltre.”
  1. “Non mi piace confrontarmi con punti di vista diversi perché mi fa sentire confuso. Preferisco rimanere concentrato su ciò che so già.”

Il rifiuto nel prendere in considerazione punti di vista differenti denota un atteggiamento di chiusura verso il nuovo, il diverso. Questo è lapalissiano.

Mi è venuta allora in mente una domanda del prof. Paolo Legrenzi* nel suo libro “Le cose non sono come sembrano”:

“E se nel mondo ci fossero più cose?”

Si, se ci fossero più cose di quelle che vediamo?

Scrive il prof. Legrenzi:

“Il mondo è quello che è. Ma noi ci abituiamo a un certo modo di vederlo, così ci lasciamo sfuggire punti di vista interessanti. Proprio come quando non notiamo le nostre e altrui fortune a meno di considerare la nostra vita da un certo punto di vista.”

È indubbio che nessuno potrà mai “obbligarci” a vedere le cose in modo diverso, se noi non vogliamo vederle e vogliamo rimanere nella nostra “bolla”.

È una considerazione che vale un po’ per tutti: per i nostri clienti, ma anche (se non soprattutto) per i consulenti che avendo consolidato nel tempo un proprio modus operandi, non vedono il motivo per il quale aprirsi verso possibili esperienze diverse.

Mi vengono allora in mente le parole di Ed Harris, l’attore che interpreta Christof il regista-demiurgo in “The Truman Show” quando parla delle scelte di Truman:

“Potrebbe andarsene quando vuole. Se fosse qualcosa in più di una vaga aspirazione, se fosse assolutamente determinato a scoprire la verità, noi non potremmo fermarlo […] Truman preferisce la sua cella**.”

Nel suo libro il professor Legrenzi aggiunge che se ci trovassimo in una situazione come quella di Truman, uno dei modi per poter uscire dalla bolla sarebbe quello di provare a ribaltare il punto di vista, di iniziare a pensare che le cose potrebbero essere diverse o potrebbero andare in maniera differente.

Ed ecco che torniamo alla domanda:

“E se nel mondo ci fossero più cose?”

Immagina: se vedessimo il mondo in questa maniera***, forse scopriremmo nuove cose?

Probabilmente si, perché riusciremmo a guardare la Terra al di là delle apparenze immediate.

Se ci pensi, chi ha avuto la fortuna di guardare il nostro pianeta dallo spazio, ha subito notato come da lassù il Nord o il Sud, l’Est o l’Ovest siano delle convenzioni. Lassù i riferimenti spaziali sono totalmente differenti.

Posizionare il Nord in alto e il Sud in basso, è dipeso solo da ciò a cui abbiamo voluto dare importanza ed è quello a cui siamo abituati.

Allontanandosi da questa consuetudine, l’occhio diventa subito molto più attento a dettagli che prima davamo per scontati o che nemmeno notavamo.

A mio avviso, il modo più semplice per far sì che le bolle di convinzioni in cui siamo immersi non crescano a dismisura, è aprire una porta verso l’accettazione dell’incontro con bolle altrui.

Quando chiedo ai consulenti:

Ti è capitato di trovarti in situazioni in cui avevi davanti a te clienti che non la pensavano come te? Che avevano difficoltà a prendere in considerazione un punto di vista diverso?

La risposta quasi sempre è sì.

E quando continuo chiedendo:

Come ti sei sentito in quelle occasioni?

Le risposte hanno più o meno lo stesso tenore:

“Mi sono sentito come di fronte ad un muro. Qualcosa di chiuso. Qualcosa in cui è difficile aprire un varco.”

E infine, quando chiedo:

Cosa avresti voluto che il tuo cliente facesse?

La risposta diventa unanime:

Avrei voluto che capisse che un punto di vista diverso può esistere. Avrei voluto che mi ascoltasse e mi seguisse nel ragionamento.”

Mettere nelle condizioni l’altro di percepire le tue emozioni in una maniera quasi circolare, è un buon modo per creare una fessura nella bolla, anzi per far comunicare le due bolle!

Nell’esempio fatto sopra, il consulente, che sino al minuto prima aveva difficoltà a scostarsi dalle proprie convinzioni, si trova spinto a riflettere su come anche lui, davanti alla bolla impermeabile del cliente, provi adesso i medesimi ostacoli.

Inoltre, grazie alla propria esperienza, il consulente riesce anche a vedere chiaramente come la chiusura del cliente verso il proprio consiglio professionale possa provocare conseguenze “pericolose” nelle decisioni che devono essere intraprese.

Quindi alla fine, i consulenti con i quali ho avuto modo di confrontarmi con questa serie di domande/risposte, hanno valutato che lo stesso scambio di interrogativi (alla stregua della cartina di McArthur), con i dovuti aggiustamenti verbali, potrebbero essere utilizzati con i propri clienti per aiutarli a osservare come le bolle si creino facilmente e quanto sia importante imparare a valutare punti di vista diversi.

Tutti nelle nostre vite facciamo esperienza di persone che guardano al mondo come se fosse l’unico modo possibile.

Quando abbiamo a che fare con i nostri clienti, o ancor di più con noi stessi, l’occasione di bucare la bolla che ci siamo costruiti intorno diventa un‘opportunità da non delegare al domani perché il rischio che il muro costruito intorno a noi sia cresciuto a dismisura diventa sempre più concreto.

*”Le cose non sono come sembrano. Perchè la vita è meglio di come la immaginiamo” Paolo Legrenzi, Solferino settembre 2023 pag. 18

** Paolo Legrenzi la chiamerebbe “bolla”.

*** La mappa della Terra capovolta di Stuart McArthur 1979

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