La speranza cambia il nostro futuro

Quando siamo di fronte a ciò che temiamo è la speranza che ci spinge a cercare la luce. È la speranza che ci porta ad alzare la testa, giusto il tempo di dare un’occhiata, per poi scoprire che il mostro temuto è davvero sparito. Ed è ancora la speranza che a questo punto ci fa assaporare la sensazione della ritrovata libertà. Perché non siamo più nel luogo buio che tanto ci opprimeva. Perché guardando meglio, riconosciamo l’odore, i luoghi e le cose che ci parlano di “casa”.

La speranza è sicuramente un sentimento di questo particolare periodo dell’anno.

Siamo quasi a Natale e nel cuore di ognuno di noi, in questo periodo dell’anno più che in altri momenti, alberga la speranza di veder realizzato qualcosa a cui teniamo particolarmente.

Io ti auguro che tu possa realmente ottenere ciò che ti sta a cuore, ma ti sei mai soffermato a riflettere su cosa sia di preciso la speranza e come impatta nel tuo lavoro?

Sono sicuro che tu sappia perfettamente cosa significhi, ma se dovessi chiederti una definizione esatta, è probabile che essa ti sgusci di mano come una anguilla.

Io inizierei col dire che la speranza ha a che fare con il TEMPO. Questa è legata all’idea di un tempo che deve ancora arrivare e la sua essenza è una proiezione positiva, fiduciosa sul futuro. Lo stiamo facendo in questi giorni: tutti noi speriamo che domani o il prossimo anno si realizzi qualcosa di importante.

In questa accezione non ti sarà sfuggito che la speranza è diversa dall’ “attesa”. Quando “aspetti” puoi rimanere immobile, fermo esattamente lì dove sei. I bambini, ad esempio, aspettano Babbo Natale la notte della vigilia, stando ben imbacuccati nei loro letti.

Quando invece nutri una speranza, sei portato a muoverti, a fare qualcosa. La speranza di incontrare una persona cara può portarti ad affrontare tragitti di centinaia di chilometri, pur di vederla.

La speranza, a differenza dell’attesa, ha dunque in sé la caratteristica di spingerti a partecipare attivamente al cambiamento.

Aggiungerei però un altro elemento: la speranza tende a cambiare, al dipanarsi del filo della nostra vita.

Da piccoli quando la nostra immaginazione è sconfinata, speriamo di essere invincibili, di assomigliare al nostro supereroe preferito, speriamo di raggiungere l’impossibile. Invece, col passare degli anni e conoscendo il mondo che ci circonda, ecco che adattiamo le nostre speranze a forme più realistiche; preferiamo sperare in sogni o ideali che reputiamo abbiano una certa “probabilità” di avverarsi. In questo modo la capacità di immaginare qualcosa di eccezionale e importante, pian piano si rimpicciolisce perché anche la dimensione della speranza si ridimensiona.

Quando in cucina si parla di “riduzione” significa che si aumenta la concentrazione e la densità di un liquido affinché il sapore si concentri.

Similmente nelle nostre vite ridurre la capacità di sperare può significare arrivare ad avere quasi un unico identico sapore. Quando parliamo di denaro con i clienti ad esempio questo unico sapore si chiama Sicurezza, in tutte le sue varie declinazioni: sicurezza del risultato, sicurezza del futuro…

Ora, non voglio negare l’importanza di sentirsi sicuri; negli investimenti, così come nella vita, è impossibile crescere o connettersi con il mondo se ci sentiamo costantemente minacciati o se sentiamo traballare il terreno sotto i piedi. Al tempo stesso però, è evidente che le nostre vite sono fatte anche di altro:

  • sono fatte di “appartenenza” (esser parte di qualcosa, sentirsi al posto giusto, essere connessi con gli altri),
  • sono fatte di “status” (il nostro posto nell’ordine delle cose),
  • sono orientate al “significato” (fare qualcosa che conta, ottenere dignità, essere ricordati quando non ci saremo più).

Se la sicurezza è un luogo che i nostri clienti abitano con una certa naturalezza, ben diverso è il caso del “significato”.

Parlare con i clienti del significato di alcune loro azioni o del significato del loro denaro o del loro patrimonio vuol dire quasi sempre accompagnarli in un cambiamento, rendere loro familiari luoghi che, a prima vista, non sembrerebbero abitabili.

Purtroppo, inevitabilmente quando abbiamo l’occasione di accompagnare il nostro cliente in “territori inesplorati” o semplicemente fuori dalla loro zona di comfort, ecco che la tensione aumenta. La tensione di voler abitare due posti contemporaneamente: il luogo di cui conosciamo tutto e che per sempre resterà tale (SICUREZZA); il luogo nuovo che richiede uno sforzo per esser raggiunto (SIGNIFICATO).

Capisci bene quindi che la tensione non può essere evitata! Così come non si può passeggiare in una giornata di sole senza che in alcuni momenti si attraversi un tratto all’ombra, allo stesso modo non si può aiutare i clienti a creare significato per loro e per le proprie famiglie se non si incontra e si impara a gestire la tensione.

Per questa ragione è così importante la speranza.

Sperare contagia gli altri.

Sperare in un processo che possa cambiare in meglio la vita dei nostri clienti, significa lavorare per risvegliarne il desiderio anche in quelle persone che non sono più così use a farlo.

Ernst Bloch, filosofo tedesco del Novecento, affermava che: “L’importante è imparare a sperare. Il sentimento della speranza si espande, allarga gli uomini invece che restringerli.”

Certo alcune delle nostre speranze saranno delle fughe dalla realtà o delle illusioni sregolate, ma una parte di questi sogni diventeranno invece dei progetti capaci di oltrepassare il presente e di trasformare il futuro in uno migliore.

Questo è il mio ultimo articolo di quest’anno. Per adesso ti saluto e ti auguro quindi di allargare il più possibile la tua speranza, un Buon Natale e un fantastico 2024!

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