Qual è il prezzo del successo?

Penso che sia stato anche per voi come lo è stato per me un grande orgoglio leggere qualche giorno fa la dichiarazione del Premier spagnolo Sanchez: “Quando parla Draghi nel Consiglio Europeo, stiamo tutti zitti e ascoltiamo…”.

Draghi ci inorgoglisce e ci riscatta perché è una persona di successo ! Un successo che sentiamo anche un po’ nostro.

Da cosa dipende il successo di una persona?

La risposta più diffusa a questa domanda penso sia:

Il successo lo paghi in anticipo!

Nella vita il successo lo paghi in anticipo perchè è il prezzo di lavoro, sacrificio, pazienza, tenacia e spesso anche di rifiuto.

Certo, qualcuno (un piccolo numero…) viene baciato dalla fortuna, ma confidare solo nella Dea Bendata è una pessima strategia, statistiche alla mano*.

Tutto chiaro quindi. Il sacrificio è la via che porta al successo.

La considerazione successiva è:

Grazie, lo sapevo. Tutto qui?

Ovviamente no! Il diavolo sta nei dettagli e i dettagli come al solito fanno la differenza.

Uno studio di qualche anno fa ci restituisce qualche argomento per nulla scontato.

Cosa fa la differenza?

In “The Mundanity of Excellence”** il ricercatore Daniel Chambliss identificò un perfetto laboratorio scientifico per indagare cosa significa crescere e puntare all’eccellenza.

Chambliss esaminò le abitudini, le esperienze passate e le prestazioni di nuotatori agonistici.

È un campione ideale per un gruppo di ricerca perchè:

  • ci sono dei chiari livelli omogenei. Dai circoli sportivi alle Olimpiadi i partecipanti in un dato momento appartengono sempre ad un solo gruppo;
  • le prestazioni sono facilmente misurabili. Nel nuoto non c’è il voto dei giudici, è solo il tempo che conta.
  • i fattori esterni sono pressoché assenti. La piscina è la piscina. Le condizioni ambientali sono uguali per tutti.

Cosa scoprì Chambliss? 

  1. I nuotatori con prestazioni di livello superiore non dedicano più ore all’allenamento (rispetto agli atleti dalle prestazioni “buone”);
  2. Gli atleti migliori hanno relazioni, amici, vita affettiva simile a quella dei nuotatori nei livelli più bassi (non sono “nerd”, sono come noi!);
  3. Non c’è differenza nel talento. La capacità di nuotare velocemente non è qualcosa con cui si è nati.

Allora che cosa fa la differenza?

Due cose determinano una grande differenza tra i migliori e il resto del gruppo:

  1. I migliori nuotano in modo diverso dagli altri. Eseguono diversamente le bracciate; eseguono diversamente le virate. Tutte abilità apprese e praticate.
  2. I migliori hanno una diversa attitudine nei confronti dell’allenamento: trasformano alcuni aspetti dell’allenamento, che altri nuotatori tendono ad evitare, in piacere (forzando le loro emozioni).

Quest’ultimo aspetto è davvero interessante.

Tornando al nostro mondo, quale è la cosa su cui dovresti allenarti di più?

Io credo che sia:

Imparare a accettare il rifiuto!

Nessuno è ben allenato ad accettare un rifiuto. Anzi, la propensione naturale è proprio quella di evitarli.

La paura che il cliente possa rifiutare le nostre idee, il nostro approccio, il nostro metodo è diffusissima.

Si tratta di un’emozione talmente potente, che spesso imbavaglia e paralizza la volontà di provare strade nuove.

Sai perchè te ne parlo?

Perchè quando hai capito che devi modificare qualcosa rispetto a quello che hai sempre fatto, è proprio allora che salta fuori il problema di doverlo comunicare ai clienti.

Nel preciso momento in cui chiarisci a te stesso che vuoi fare qualcosa di diverso rispetto al passato, ecco che si affaccia la preoccupazione del rifiuto! Dapprima solo facendo capolino, per poi spadroneggiare fino a quando non rinunciamo totalmente all’idea di provarci.

Come puoi uscirne?

Alcuni piccoli suggerimenti…

  1. Fidati del processo! I migliori, come i nuotatori dello studio di Chambliss, si fidano del processo e confidano in loro stessi per lavorarci e migliorarlo. Pensa al “rifiuto” come una battuta d’arresto momentanea, che stimola a migliorare la comunicazione verso i clienti.
  1. Preparati in anticipo! Il modo più efficace per mettere a tacere le preoccupazioni è prepararsi in anticipo. Simula il colloquio e le possibili reazioni dei clienti. La preparazione calma la mente e mette sotto controllo le emozioni negative legate al rifiuto. Anche a posteriori, ti aiuterà a gestire il rimpianto.
  1. Circondati di persone che provano a cambiare come te! La cultura del gruppo ha un impatto importante quando vuoi cambiare la tua pratica. Del resto, secondo te, perchè la maggior parte dei pittori famosi del Rinascimento si trovò a Firenze? Perchè circondarsi di colleghi rispettati che fanno il nostro stesso percorso rende più facile portare a termine il lavoro così come prefissato.

Pensa a come potresti ricreare questa condizione, se oggi ti senti un’ “isola”!

Ricorda: far parte di un gruppo affiatato è un carburante d’eccezione per far decollare la tua “arte”!

*https://www.ilsole24ore.com/art/superenalotto-chi-vince-jackpot-200-milioni-rischia-diventare-piu-povero-24-mesi-ACrRs6c

**https://academics.hamilton.edu/documents/themundanityofexcellence.pdf

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